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Mi dicevo che l’accaduto aveva in sé del prodigioso: era come se l’essenza recondita del palazzo fosse scesa (o, più precisamente, risalita) tutta insieme in casa nostra. Che tanta grazia fosse cosa squisitamente teorica era fuor di dubbio, almeno finché non avessi maturato improbabili doti analitiche atte ai miei scopi. Ma su tutto prevaleva l’impressione fantasmagorica che un tesoro di dati segreti fosse per caso a nostra disposizione, e che ciò avrebbe ridotto ogni condomino in nostro potere.
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